13 Dicembre 2019

Massofisioterapista

Il Massofisioterapista è una figura professionale istituita con la Legge 403/71 le cui competenze sono specificate nel DM 105/97. Con il DM 741/94 che istituisce la figura del Fisioterapista con laurea breve triennale, il Massofisioterapista divenne dapprima una figura sanitaria ausiliaria e successivamente dopo la Legge 43/2006 per il Ministero della Salute è diventato Operatore di Interesse Sanitario.
Nonostante in teoria dal 1999 la figura del Massofisioterapista non doveva più essere formato, non essendo mai stata abolita la Legge 403/71, le regioni hanno continuato la formazione e i diplomati si sono inseriti nel mondo del lavoro, sia presso strutture pubbliche che private e sia in proprio.

Da anni c'è la continua lotta tra Fisioterapisti e Massofisioterapisti, i primi che vorrebbero l'esclusiva sulla riabilitazione, i secondi che vorrebbero il diritto al lavoro essendosi diplomati con una legge mai abrogata.

La legge Lorenzin, ovvero la 3/2018 ha istituito gli Albi delle Professioni Sanitarie lasciando di fatto da parte la figura del Massofisioterapista. Per cercare di salvare oltre 20.000 posti di lavoro, la Ministra Giulia Grillo ha firmato la Legge di Bilancio 145/2018 che ha istituito un elenco speciale ad esaurimento nel multialbo dove collocare varie figure professionali tra cui il Massofisioterapista diplomatosi dopo il 1999 (mentre per chi si è diplomato prima di tale data è concessa l'equipollenza al Fisioterapista), ma se da un lato con l'abolizione dell'art. 1 della Legge 403/71 ha definitivamente chiuso la formazione del Massofisioterapista tranne per i corsi già approvati e/o in essere prima dell'entrata in vigore della suddetta Legge, ha messo come vincolo che per l'iscrizione all'elenco speciale ad esaurimento si debba aver lavorato almeno 36 mesi negli ultimi 10 anni anche non consecutivi, lasciando di fatto fuori tutti i diplomati dopo il 2015 e tutte le persone in corso di formazione. Dovevano uscire i decreti attuativi entro il 28/02/2019 per completare la legge ma sono stati emessi solo dopo la metà di agosto 2019. I decreti attuativi hanno confermato (non poteva essere altrimenti) l'istituzione degli elenchi speciali per 18 categorie professionali tra cui il Massofisioterapista, con la clausola che per entrare negli stessi si deve aver lavorato almeno 36 mesi negli ultimi 10 anni anche non consecutivi.

Quindi che fine fanno tutti i professionisti diplomati dopo il 2015, o in corso di formazione che hanno iniziato e/o finito il corso prima dell'entrata in vigore della legge 145/2018 ?
Innanzitutto va detto che così com'è questa legge sarebbe incostituzionale, perchè tutti ci siamo formati e diplomati sotto la stessa legge di riferimento, ovvero la 403/71, quindi è inammissibile che centinaia se non migliaia di professionisti, alcuni dei quali con un proprio studio già avviato, al 31/12/2019 devono interrompere la propria attività lavorativa.
Già, perchè dal 1° gennaio 2020 chi non è iscritto all'albo delle professioni sanitarie, o ai recenti elenchi speciali, potrà lavorare solo nel campo benessere e non in quello sanitario, pur potendo mantenere la qualifica di Massofisioterapista (altro controsenso).

L'unico modo per poter lavorare nel settore sanitario senza l'obbligo di iscrizione è una riconversione al titolo di Massaggiatore Capo Bagnino (che per fortuna ho preso prima del diploma MFT), in quanto essendo un'arte ausiliaria delle professioni sanitarie non ha l'obbligo di iscrizione.

Si parlava di un accordo (solo verbale, ma come recita il detto latino "VERBA VOLANT, SCRIPTA MANENT") tra Ministero della Salute e Ministero dell'Istruzione per un percorso di riqualificazione di tutti i Massofisioterapisti che non hanno i famosi 36 mesi verso la laurea in fisioterapia, ma vista l'attuale crisi di governo (datata 20/08/2019) è tutto fermo e non si sa se e quando potrebbe riprendere una simile trattativa, senza contare che le associazioni dei fisioterapisti sono pronte a scendere in campo per tentare di bloccare qualsiasi tentativo in tal senso.

Un altro detto recita: chi vivrà vedrà, ma il fatto è che al momento la situazione non è per niente rosea ... Molti di noi hanno investito tempo (togliendolo a famiglia e lavoro) e soldi (molti) in formazione per ritrovarci senza nulla, questa purtroppo è l'Italia ...


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